Il Circo dei Ricatti

Il Circo dei Ricatti

Nelle Mie mille esperienze come Drag Queen, posso dire di averne passate e viste di tutti i colori, e non sto affatto esagerando. Se vi raccontassi quanti segreti ho scoperto, scopando con personaggi di dubbio gusto, e quanti altarini potrei svelarvi della gente che ho conosciuto, credo ne verrebbero fuori davvero di cosette interessanti,dall’avvocato che adora trastullarsi congiochetti bondage, al magistrato che fa uso di cocaina e si sbatte le Trans che dovrebbe invece sbattere dietro le sbarre, o dei poliziotti che ne aprofittano per sfondarti il culetto quando dovrebbero stare al loro posto. insomma se il mondo va a puttane, non e un modo di dire, ma una realtà dei fatti. Ovviamente non posso fare nomi, dato potrei esser diffidata o addirittura perseguita penalmente per diffamazione, certi personaggi conoscono bene la legge, ma non come rispettarla e farla rispettare ad altri si sa questo. posso però raccontarvi degli annedoti senza ovviamente fare nomi, su cose che mi sono capitate dietro le quinte di varie situazioni vissute. per esempio quella volta che mi trovai a lavorare in un Circo della zona Milanese per il periodo in cui il Circo in questione restò li. non vi svelerò anche qui’ il nome, ma posso dirvi che e uno dei Circhi piu’ Famosi in italia condotto da una famiglia che ha fatto la storia del Circo italiano. non fatemi aggiungere altro. Dunque, ero entrata nel circo per fare delle comparsate essendo io artista prima che una Puttanella di natura, fui raccomandata da un conoscente, e mi presero per fare l’assistente dei trapezzisti e dei giocolieri che usavano gli elefanti o il cavallo. naturalmente chiesero che mi presentassi con la mia uniforme sexy da Drag Queen che usavo sempre nei miei spettacoli. mi diedero loro un uniforme blu che consisteva in un corpetto senza spalline che mi lasciava nude spalle mezza schiena e decoltè, un paio di shorts sempre blu, stretti e cortissimi, che mi faceva restare con le natiche nude, calze a rete autoreggenti nere, stivaloni alti fino al ginocchio, con tacco a punta, baccioli con guanti sulle braccia sempre blu. sotto ovviamente avevo l’intimo un perizoma nero, e un reggiseno imbottito senza spalline che mi accentuava un seno che non avevo ovviamente. truccata pesantemente, con dei brillantini appicicati qua e la sul viso e sulle guance, i lunghi capelli sciolti sulle spalle e sulla schiena. feci cosi’ conciata, il mio esordio la sera stessa, dopo una giornata estenuante passata a provare il mio ruolo insieme agli uomini del circo. tra loro c’era Massimo, un omaccione forte e muscoloso, che era soprannominato, l’uomo forzuto, sembra che avessi fatto breccia sull’uomo che continuava a starmi appiccicato ogni volta poteva durante tutto il giorno, anche fuori orario prove. era un bell’uomo sui cinquanta e non mi dispiaceva, anche se non sono mai impazzita per i palestrati o i super muscoli, mi lasciavo corteggiare con discrezione, senza che nessuno ci vedesse, evitando cosi’ di fami cacciare appena entrata. l’uomo mi chiese alla fine di fargli visita nella sua Roulotte, e accettai l’invito. ce da dire, che appena entrai fummo subito travolti dalla passione, con la sua forza possente, mi sollevò da terra per caricarmi su di lui seduto sul bordo del lettino, non mi diede nemmeno il tempo di potermi spogliare, mi sfilò lui stesso gli shorts e tastandomi il culetto sodo, mi fece chinare a succhiargli il cazzo. e che cazzo, ho sempre pensato che chi ha troppi muscoli lo avesse piccolo, niente di piu sbagliato, l’uomo aveva un palo da far concorrenza a certi Maschi Neri o al Nostro Rocco Siffredi. e prenderlo in bocca non è stato facile ve lo assicuro. ma con pazienza e calma, son riuscita a farmi valere anche in quel senso, facendogli un pompino da urlo che lo fece venire in pochi istanti. se era dotato, non posso però dire fosse altrettanto resistente. mi inaffiò la gola di caldo sperma bianco che ho prontamente ingoiato fino all’ultima goccia. l’uomo gentilissimo si scusò per la fretta con cui era venuto nella mia bocca,gli sorrisi, asciugandomi le labbra con un fazzolettino di carta, dicendogli che succedeva a tutti, complice la troppa fretta e la voglia improvvisa. mi stavo per rimettere gli shorts,credendo fosse finita li, ma l’uomo mi afferrò per un braccio, tirandomi a se. non era ancora finita come credevo, infatti mi sollevò di peso come fossi un barattolo vuoto, e mi fece dolcemente impalare sul suo bel cazzo duro e per nulla ammorbidito dalla sborrata di pochi istanti prima. mi trovai senza poter fare una sola mossa, con il sederino pieno del suo palo duro e grosso che mi stantuffava come un Toro scatenato. passato il primo istante di dolore per l’improvvisa penetrazione, iniziai a saltellare a tempo con lui che mi teneva le sue manone grosse sui miei fianchi stretti, ero esile e non pesavo chissa che al tempo, mi sentivo sollevare come fossi stata uno dei pesi che usava per allenarsi, e passato il momento di stupore, mi son lasciata andare, mettendogli le braccia intorno al collo grosso e circolare, e mi son stupita degli addominali che aveva toccandoglieli pure, erano duri come marmo. intanto che ad occhi chiusi sospiravo e gemevo dal piacere stantuffata dal suo bel palo duro lungo e grosso, la maniglia della porta della Roulotte venne aperta, rivelando la presenza di colui che mi aveva appena assunta, il Capo mi son detta tra me vedendolo entrare e chiudere la porta dietro di se. ora sono licenziata pensai subito continuando a saltellare sul cazzo dell’uomo muscoloso senza sosta. Vidi il Capo sorridere invece che sfuriarsi con me, poi prese un bicchierino e si versò del whiskey da un armadietto, la Roulotte era fornita di ogni Confort devo ammetterlo, e poi disse con tono ironico rivolgendosi non a me ma all’uomo chiamandolo pure per nome: Massimo, adesso fai pratica anche con il Cazzo oltre che con la pesistica? detto questo scoppiò a ridere,bevve un sorso, continuando a guardarci scopare. l’uomo dal canto suo senza fermarsi e continuando a sfondarmi il culo gli rispose: L’hai vista bene? mi ha fatto venire solo con la bocca sta Troia. il Boss rise nuovamente e ribattè, certo ne son convinto, e per questo che l’ho assunta sta Zoccola, me ne han parlato degli spettacoli che fa in giro per i locali, e vedendola in azione, devo ammettere che non e male. detto questo, posò il bicchiere, si calò i pantaloni e mi mise davanti al viso un bel cazzo da succhiare, non grosso e lungo come quello su cui stavo cavalcando, ma altrettanto modesto, che presi senza far domande in gola succhiandolo, mentre venivo sfondata dall’altro. in certi ambienti, meno domande fai, e meglio vieni accolta, e quindi ho agito di conseguenza, se volevo non mi cacciassero via subito, avevo bisogno di soldi, era meglio fare in silenzio, quindi mi diedi da fare meglio che potevo per soddisfarli entrambi.in poco tempo com’era successo per il Muscoloso, anche il Boss venne riempiendomi la gola di liquido bianco, che ingoiai prontamente senza far storie, mentre il forzuto mi innaffiò anche il culo riempiendomelo, prima di alzarmi da lui con entrambe le braccia, e appoggiarmi delicatamente a terra. che situazione assurda mi son detta tra me, mentre i due si ricomponevano e si pulivano ridendo e borbottando tra loro qualcosa che non capi’. alla fine il Boss mi disse che avrebbe cambiato ruolo per me, “Tanta Grazia e sprecata per fare l’assistente” ha detto rivolta a me, che nel frattempo mi stavo rinfilando gli shorts del completo blu del circo. in sostanza mi promosse a Puttana del Circo, o Groupie degli addetti del Circo, se vogliamo dirla cosi’. il mio compito sarebbe stato quello di soddisfare le voglie sessuali di tutti i maschi del Circo, e dato oltre a loro due di uomini ce ne stavano altri sei o sette, ero obbligata a farmi scopare da tutti come e quando loro desideravano. non obbiettai, chiedendo solo se mi avesse pagata di piu’ per quel ruolo, o se la mia paga rimaneva la stessa di prima. il Capo rise nuovamente e disse poi dandomi una pacca sonora sulle chiappe nude: “Mi piaci, hai il senso degli affari… vieni nella mia Roulotte piu tardi, che discutiamo del tuo cachet”. usci’ e ci lasciò soli, appena il Boss usci’ dalla Roulotte, il forzuto Massimo, mi fece una faccia contenta e mi disse: Hai fatto colpo, se ti giochi bene le carte, potresti guadagnare un bel mucchio di soldi, ma attenta a non farti uscire una sola parola di questo in giro, o il gioco finisce per te… lo disse con un tono che non mi sfuggi’, suonava come una minaccia un avvertimento piuttosto che un avviso semplice. usci’ dalla Roulotte e passai il tempo che mi restava a fare le mansioni che mi erano state assegnate. dopotutto ero ancora assistente fino a sera. Verso pomeriggio tardo, mi avviai a fare lo slalom tra le Roulotte dei vari artisti del Circo, Cercando quella del Capo, facendo attenzione a non incappare in qualche Roulotte sbagliata, dato ve ne erano in abbondanza. per sbaglio stavo per entrare in quella della Donna Cannone, una signora non piu giovanissima dalle fattezze assai extralarge. trovai infine quella Giusta bussai e una voce interna, disse: “Entra, Entra pure Cara…”. afferrai la manigliona della porta, e mi accomodai all’interno, dove c’era il Boss completamente Nudo, con addosso solo una Vestagliona che teneva aperta. era seduto ad una piccola scrivania sul fondo della Roulotte, mi invitò a sedermi su una delle comode sedie girevoli che stavano davanti a lui, ve ne erano tre. scelsi quella centrale e mi sedetti attendendo accavallando le gambe, che l’uomo mi parlasse. l’uomo evidentemente di buon umore, forse per gli affari che giravano nel verso giusto, mi offri’ da bere, rifiutai gentilmente, mentre lui si accese una sigaretta, e prese del rhum con cola e ghiaccio, bevve e finalmente parlò. “Carissima… da quello che ho visto hai talento, non e facile far venire cosi’ in fretta noi gente del Circo sai. forse non sembra, ma facciamo molto sesso, e siamo abituati a donne bellissime a volte vere Troie da letto.” fece una pausa mentre lo ascoltai in silenzio, si guardò intorno, forse in cerca di qualcosa, poi riprese distrattamente, “Ci sai fare pur non essendo una vera donna, ti riconosco una certa bellezza fisica e bravura nelllo Scopare con i Maschi.” lo interruppi per la prima volta: Sono Nata per fare questo mestiere signore. gli ho detto con un sorrisetto beffardo, l’uomo sorrise e accettò la mia provocazione “Proprio per questo, voglio offrirti qualcosa che non solo ti farà guadagnare tanti bei soldoni, ma potrai avere tanti bei maschi da soddisfare come e quando vorrai tu, le regole le decidi tu se vuoi.” altra pausa, fece un tiro di sigaretta, poi continuò, “Vedi, qui non viviamo solo con il Circo…. capirai, oggi come oggi il Circo da poco da mangiare a gente come noi, e quindi dobbiamo re inventarci un lavoro per campare,coprire le spese e mandare avanti un baraccone costoso come quello che vedi.” iniziai a capire che qualcosa sotto stava per essermi svelato ma non dissi nulla e ascoltai l’uomo che riprese: ” Ci sono delle famiglie Rom che conosciamo… ma anche Senegalesi,Marocchini, Africani… ebbene,con loro abbiamo fatto degli accordi…” per farla corta, l’uomo, mi stava chiedendo di Prostituirmi per lui, fare la Puttana a tempo pieno e soddisfare tutti i Neri o mulatti con cui lui aveva preso accordi. non oso pensare che tipo di accordi avesse con quella gente, e nemmeno ci tenevo a saperlo, ma valutai attentamente la mia posizione. Era un lavoro sicuramente con i suoi Pro- i molti soldi che avrei intascato, con una percentuale lasciata al Boss del circo ovviamente, e i Contro – il pericolo di esser malmenata da questi tizi senza scrupoli, con cui in passato avevo già avuto a che fare. per di piu’, se capitavo di esser beccata dai Caramba, finivo nei guai per prostituzione, e il mio capo dentro per sfruttamento. erano tutte situazioni che dovevo ben valutare, prima di dare una risposta. cercai quindi di prendere tempo, e gli dissi che ci avrei pensato su, magari tra un paio di giorni, gli avrei dato una risposta. l’uomo non la prese bene, e mi fece pressione perchè gli rispondessi subito, semplice l’equazione, SI – Ero dentro al giro, NO – ero fuori anche dal lavoro del Circo. un vero e proprio ricatto in sostanza.ero combattuta, e feci quello che allora ritenni la cosa piu giusta, chiesi di fare un periodo di prova di qualche settimana, con la promessa, che se mi sarei trovata male, avrei potuto ritirarmi e lasciare tutto senza ricatti ne altri problemi. l’uomo sembrò rasserenarsi ora, e mi promise che nulla mi avrebbe impaurita o infastidita. potevo iniziare anche il giorno dopo, avevamo uno spettacolo, verso sera, e intanto che gli artisti si esibivano e il Circo andava avanti, io avrei fatto il mio lavoro intrattenendomi con qualche ospite che lui stesso mi avrebbe mandato. accettai, e ci dammo appuntamento per il giorno sucessivo. non so dirvi a parole, i sentimenti contrastanti che mi assalirono quella sera, mentre rincasavo. quasi persi la strada di casa tanto assorta nei miei dubbi, e stavo a un paio di passi dal Circo. arrivò il giorno dopo, la sera ero già pronta, in tiro ben truccata sempre nel mio abitino da divisa blu che era la divisa ufficiale del Circo. attesi dunque le istruzioni dell’uomo, su chi dovevo incontrare. lo spettacolo era già iniziato, si stavano esibendo i clown, la gente rideva applaudiva e mormorava, ero dietro le quinte, una tenda di servizio che da accesso alla pista del Circo in sostanza, parallela a quella un po piu in la, di dove uscivano gli artisti. ad un certo punto, distratta dal guardare e osservare le scenette dei Clown, non mi ero resa conto dei due Ragazzotti neri che alle mie spalle, mi toccarono il culo nudo. sobbalzai di scatto, non me li aspettavo. mi voltai, e vidi questi due Neri alti e scuri come il catrame, vestiti con una maglietta a maniche corte consumata, dei pantaloni larghi sudici, scarpe da tennis sporche che mi sorridevano dicendomi ‘Ciao Bela’. li squadrai velocemente, dovevano essere o senegalesi, o africani sicuramente. chiesi se li avesse mandati il Capo il signor X insomma, di cui non faccio nome, risposero di si. chiesi gentilmente coperta dal rumore del pubblico,dove volevano andare, magari usando una Delle Roulotte vuote degli Artisti impegnati a lavorare, ma non ottenni risposta, mi voltai a guardare intorno cercando con lo sguardo il mio Capo, ma fui presa a tradimento dai due, che mi saltarono letteralmente addosso, mi spaventai ma loro mi tranquillizzarono subito “No Paura, niente male, solo amore…” a quanto capivo, mi volevano li adesso e subito, ma non era il posto piu adatto, e poi c’era il rischio di esser visti da chi passasse, ma i due non volevano saperne di spostarsi, cosi’ cedetti e li accontentai. mi inginocchiai li seduta stante, mentre i due estraevano i loro bei cazzi neri già duri e lunghi, li presi in mano e iniziai uno alla volta, a ingoiarli succhiandoli meglio che potevo, mentre il rumore a pochi passi della gente che assisteva allo spettacolo dei Clown era assai eccitante. alla fine proprio il rischio, era sempre stato per me fonte di piacere. lo spettacolo dei Clown, era terminato, e la padrona di Casa, che vedevo per la prima Volta da quando ero li, annunciava L’uomo forzuto e la donna cannone. era dunque il Turno di Massimo, mentre i Clown rientravano dal lato opposto della tenda a quello in cui stavo io, fortunatamente senza vedermi, i due Neri, si stavano facendo sempre piu esigenti, mi avevano già fatto togliere a forza gli Short e il corpetto, restando in Intimo solo con il perizoma nero, le calze a rete autoreggenti, e il reggiseno imbottito. i due mi fecero mettere appoggiata aggrappata alla tenda di entrata/uscita dal Circo nel cunicolo dove ci trovavamo, mi fecero allargare bene le gambe, uno di loro due mi scostò da un lato, il lembo del perizoma, con il suo cazzo in mano, mise la sua grossa cappella lucida, dritta al mio culetto morbido liscio e sodo. era allucinante farlo li cosi’ senza un minimo di protezione, o di intimità, ma stando ai patti con il Capo, dovevo soddisfarli come volevano loro, quindi non opposi resistenza, lasciandomi andare completamente alle loro Mani nere, e lasciai che il primo di loro mi penetrasse anche se in un modo assai brusco. cercai di dirgli di far piano e con calma, ma le urla del pubblico, sovrastavano la mia esile vocina, e alla fine, il cazzo nero entrò in un modo o nell’altro dentro alle mie natiche ben aperte. chiusi gli occhi sospirai e urlai ‘Aaaah Amore’, nessuno con quella bolgia mi avrebbe comunque sentita, mi trattenni ugualmente da urlare nuovamente,anche se gemevo e sospiravo come una Vaccona ad ogni sua spinta,mentre il primo dei due, iniziava a stantuffarmi a dovere tenendomi per i fianchi con le sue manone grosse e nere, l’altro invece si faceva masturbare con una mano da me. iniziai a godermela,ansimare gemere come la puttana che ero, vedevo le stelle aggrappata a quel lembo di telone, mentre il pubblico urlava e applaudiva, io godevo li a pochi passi da tutti, con un cazzo nero che mi trapanava il culo in piedi aggrappata con una mano alla tenda, e l’altra che masturbava l’amico di quello. a raccontarlo non ci si crederebbe mi dicevo, mentre godevo acclamata dagli applausi della gente, a pochi passi da me. immaginai ad occhi chiusi, che fossi io al centro della pista del Circo ad essere ammirata ed applaudita mentre i due negri mi sfondavano a turno il culo davanti a tutti, la fantasia si sa, aiuta molto in certi casi, e senza accorgermene sborrai in meno di un minuto, mentre quello dietro di me, continuava a stantuffarmi senza sosta il culetto. ci fu poi il cambio, e il primo, lasciò posto al secondo, che sempre nella stessa posizione, mi penetrò come aveva fatto l’amico poco prima. di nuovo urlai di piacere, e mi trattenni subito dopo mordendomi quasi le labbra rosse di rossetto, mentre quello iniziava a prendere ritmo, e ora mi stantuffava veloce. i colpi che mi dava questo, li sentivo piu dell’altro di prima. sobbalzavo ad ogni spinta che il maiale nero mi dava in culo. aprendo gli occhi un istante, potei vedere il mio Boss, che mi fece l’occhiolino sorridente, mentre dalla pista, si avviava nel cunicolo opposto al mio, dove gli artisti uscivano. mi aveva vista dunque, ero visibile anche ad altri? mi chiesi subito. istintivamente mi guardai intorno con la testa, ma nulla era fuori posto, in pista adesso c’erano gli elefanti e una signora bruna di una certa età, che li faceva giocare, il pubblico era sempre li ad applaudire e a fare ‘OOOHHH’ ad ogni acrobazia degli animali. mi chiesi come mai il Boss, mi avesse intravista passando di li, in teoria dovevo essere coperta dentro al cunicolo, o No? non ero poi cosi’ ‘fuori’ dal tendone, chi era in pista poteva vedermi? intanto che mi arrovellavo le cervella con questi dilemmi, il mio culetto, ormai bello che slabbrato, continuava ad esser stantuffato violentemente dal nero, che ci dava dentro senza preoccuparsi come me, di quello che avveniva a pochi passi da noi. le gambe iniziavano a cedermi, e dovetti sorreggermi alla tenda per lo sforzo che stavo facendo a tenere quella posizione in piedi, tutt’altro che comoda. per mia fortuna il nero venne, dopo avermi fatta morire di piacere per piu’ di mezz’ora, svuotandosi le palle dentro al mio culo rotto, e anche l’altro mi sborrò in mano riempiendomela mentre lo stavo ancora masturbando. finito il loro dovere, i due Neri si son ricomposti in tutta fretta, e si sono dileguati correndo dentro al cunicolo che dava all’uscita del tendone. io invece rimasi li aggrappata al lembo della tenda, con il culo e la mano piene di sperma gocciolante, e mezza nuda in intimo, con i lunghi capelli sul viso, che mi scostai da un lato. fu allora che vidi il Boss dietro di me con un sorrisone a quarantadue denti, che mi si avvicinò, mi mise una mano sul braccio e mi aiutò a trascinarmi fuori dal tunnel nel buio della sera nessuno ci vide, e mi portò alla sua Roulotte. intanto che mi sosteneva, mi continuava a ripetere: “La mia Puttana, hai fatto un esordio con i fiocchi Troia mia” una volta entrati nella Roulotte, accese la luce, mi fece adagiare sul suo letto, e mi diede delle spugnette imbevute di profumo e acqua per rinfrescarmi e pulirmi. mi guardava soddisfatto poi disse: “Li hai fatti godere come maiali, mi hanno appena ringraziato… sei proprio nata Troia figlia mia, ci ho visto giusto” rise. io non sapendo cosa dire, gli abozzai un sorrisetto, ma ero tutt’altro che felice, avevo una paura fottuta ero un fascio di nervi pronta ad esplodere, e se mi avessero scoperta? li fuori c’erano famiglie con i bambini, che bordello ne sarebbe uscito? se qualcuno avesse chiamato i Caramba, sarei finita dentro per atti osceni in luogo pubblico. e dato di denunce simili ne avevo già parecchie a mio carico, potevo solo fare una cosa, con un folo di voce cercai di spiegare al Boss, che per me era troppo, e che mollavo. dissi non volevo piu correre il pericolo di essere arrestata, in piu quel lavoro non faceva per me, avrei continuato i miei spettacoli da Drag Queen e avrei scopato a modo mio, ma non a quel modo. l’uomo si fece serio, e ascoltò pazientemente tutto ciò che avevo da dirgli, poi mi rispose: “Ok Ok ho capito… peccato, avevi una bella carriera davanti e avresti guadagnato un sacco di soldi ma… sei tu che decidi… vuoi mollare? nessun problema… ma bada, tutto questo lo sai deve rimanere un segreto… se uscirà dalla tua bocca da Vaccona una sola parola di quello che hai visto e fatto qui stasera, sappi che qualcuno ti verrà a cercare, e non ti farà del bene.” era chiaro cercava di intimidirmi, lo fissai negli occhi, per fargli capire che non mi faceva paura, e gli dissi: “Stai tranquillo, la mia bocca rimarrà cucita, ma voglio esser pagata per il servizio di stasera almeno”. infondo me lo doveva, e avevo pure rischiato grosso, temetti di aver esagerato, forse era meglio se me ne andavo con le mie gambe ancora sane, quella era gente che non scherzava. ma l’uomo si sedette alla scrivania, e disse: “Eh sia, quello che e giusto, e giusto.” apri’ un cassetto con un mini forziere che si apriva a combinazione, assicurandosi che non lo vedessi, fece scattare la serratura, tirando fuori un mazzo di banconote che mi porse. presi i soldi, mi infilai i miei vestiti lasciando li la divisa che fino a prima avevo indossato, e uscii lasciando il Circo nel buio della sera, mentre ancora risuonava la musica e le urla della gente all’interno del tendone. li fini’ fortunatamente la mia avventura, ma come ho detto all’inizio, potrei raccontarvene di cose, se solo potessi. [email protected]

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