Vacanza alla pari

Vacanza alla pari


Sono Matteo 48 anni vedovo da due, con una figlia, Clara di 19 anni, a giorni Clara partirà per una vacanza alla pari con una studentessa inglese della sua età, che invece soggiornerà da me.
Questa cosa mi rende particolarmente ansioso, un conto e occuparmi di mia figlia, e un altro conto è dovermi occupare di un estranea che parla a stento italiano, ho esposto i mie timori a Clara, ma le mi dice di stare tranquillo e di trattarla come tratto lei che tutto andrà per il meglio.
Il tanto agoniato giorno arriva, si parte, accompagno Clara in aeroporto, ci salutiamo gli faccio le mie ultime raccomandazioni, e prende il volo, io intanto penso a come passare le due ore di attesa prima del arrivo di Genny la ragazza inglese, decido di non allontanarmi troppo e vado al bar dell’aeroporto, ordino qualcosa e mi siedo a leggere un giornale. Il tempo passa veloce e l’ansia monta a dismisura, mi avvio verso la zona dedicata agli arrivi, e metto al collo il cartello col nome Genny, che mi aveva preparato Clara e attendo, dopo qualche minuto le porte si aprono, le persone cominciano ad uscire, allora sollevo il cartello in modo da essere notato e mi guardo intorno, dopo poco vedo una ragazza venirmi incontro sorridente, circa 160/165 cm, capelli rossi raccolti in due trecce laterali, camicia bianca e gonnellino stile scozzese, che lascia intravedere parte delle sue gambe bianchissime, non proprio magra sui 60/65 kg credo, ma davvero ben distribuiti e un seno prosperoso, arrivata in prossimità, mi porge la mano e dice, buongiorno immagino lei sia il padre di Clara, io stupito dal suo italiano e imbarazzato, balbetto qualcosa che sembra un si sono io, molto piacere Matteo, prendo i suoi bagagli e ci avviamo verso la macchina parlando, gli dico che sono nuovo a questa situazione e di scusare il mio imbarazzo, figurati Matteo nessun problema, posso darti del tu vero Matteo? Sentirmi dire così mi rilassa un po’, e rispondo, certo Genny diamoci pure del tu, mi sentirei più a mio agio, il nostro dialogo è continuato per tutto il viaggio verso casa, mi ha detto che aveva scelto l’Italia per perfezionare il suo già ottimo italiano, fui felice di questa cosa, l’ostacolo più grande era superato, le mostrai la sua stanza e mi allontanai.
Per i primi giorni, non noto quasi la sua presenza perché rimane fuori tutto il giorno, e abbiamo giusto il tempo per un saluto la mattina a colazione, poi un pomeriggio appena rientrato dal lavoro, mi telefona, Ciao Matteo, stasera finisco presto e rientro per l’ora di cena, perfetto, replico io, sto facendo l’impasto per la pizza, ti piace la pizza Genny? Adoro la pizza papino, non vedo l’ora, né avevo davvero desiderio. Sentirmi chiamare papino mi ha fatto provare un brivido lungo tutta la schiena, ok allora ti aspetto per cena Genny, a più tardi, a più tardi ciao papino.
La cosa mi fa sorridere ma allo stesso tempo anche eccitare, neanche mia figlia mi chiama papino, ma rientro in me vergognandomi del pensiero appena partorito, nel frattempo Genny arriva, si avvicina e mi bacia la guancia, ciao papino dammi il tempo di una doccia e sono pronta per cenare, e va in camera sua.
Intanto inizio i preparativi per stendere l’impasto della pizza, quando arriva lei, pantaloncini attillati cortissimi e maglietta corta che copre a mala pena il seno, naturalmente senza reggiseno, sai papino mi dice, mi piacerebbe imparare a fare la pizza, in Inghilterra non è un gran che, e io adoro la pizza , ma certamente Genny, replico io, adesso osserva come faccio, lei si avvicina e il suo profumo mi scombussola i sensi, indosso pantaloncini da calcio e il gonfiore è evidente e anche l’imbarazzo, comincio stendere il primo panetto, spiegandogli accuratamente la procedura, adesso prova tu, e metto sulla tavola in legno un nuovo panetto, lei comincia e muovere il mattarello sulla pasta, ma è molto impacciata, la pasta gli si arrotola tutta, allora mi avvicino a lei da dietro e cerco di guidare le sue mani, in quel momento sento il suo sedere sul mio ventre, il mio cazzo ormai è durissimo, lei se ne accorge, e facendo pressione col sedere dice, mmmmm papino abbiamo pronto un altro mattarello, e girandosi di scatto appoggia le sue labbra alle mie, e afferra dolcemente il mio cazzo, mi slingua e stringe forte il cazzo duro, sai papino io con questo mattarello sono davvero brava, si inginocchia, mi abbassa pantaloncini e boxer allo stesso tempo, mmmmm papino ma che bel mattarello abbiamo, dice guardando il mio cazzo ormai durissimo, con una mano lo stringe e comincia a segnarlo, leccandolo sulla punta, sono in preda al panico e all’eccitazione, un brivido percorre tutto il mio corpo, voglio abbandonarmi, quando di colpo mi tiro indietro e dico, ma che stiamo facendo? cosa direbbe tuo papà? Mio papà, risponde ridendo lei, in quel momento, si alza prende il suo telefono e apre un video, vedi mio papà se la sta già scopando da giorni la tua bambina, papino, sono impietrito osservo il video, e vedo la mia piccola a pecora sul letto e quell’uomo possente che gli sta sfondando il culo, e sento le sue urla di piacere, pensa mi dice, scopa anche me quel porco, non vuoi vendicare la tua bambina? Hai qui la sua, dai vendicati e spaccami il culo. In quel momento la rabbia è tanta, me è di gran lunga superiore l’eccitazione, il cazzo torna duro come il marmo, si troia adesso mi vendico, l’afferro per le trecce e gli pianto tutto il mio cazzo duro in bocca, e comincio a scoparla con veemenza, sono eccitatissimo e rabbioso per le immagini che ho appena visto, la sua saliva esce copiosa per quanto gli sto scopando la bocca, e nel giro di poco la mia eccitazione esplode nella sua bocca inondandola, il mio sperma sgorga dalla sua bocca, mentre lei ne ingoia buona parte, dice vedi che non era difficile papino, adesso devi rompermi il culo, come mio papà l’ha rotto alla tua bambina. La prendo per un braccio e la porto in soggiorno, la metto di pancia accovacciata sul bracciolo del divano, gli sfilo i pantaloncini e il perizoma, e vedo quel bel culetto formoso bianco come il latte, e quel buchetto rosso che si contrae, affondo la lingua e cominciò a leccarglielo, infilo la lingua per lubrificare bene il buchetto, lei ansima, dai papino rompimi il culo non ne posso più, ti voglio dentro di me. Mi alzo punto la mia cappella gonfia sull’anno, e con un colpo secco gli entro tutto nel culo, lei si contrae mentre emette un urlò, che bello sei tutto dentro papino, dai rompimi il culo, pensa al culetto rotto della tua bambina, ormai sa come farmi infoiare la troia, comincio a scoparla in culo con determinazione, affondo i colpi, il suo culo è un pozzo senza fondo, prendi troia, prendi tutto il mio cazzone in culo, sono davvero eccitatissimo, e nel giro di pochi colpi anche il suo culo viene inondato del mio sperma, mentre lei si scioglie in un orgasmo anale che la fa urlare così forte, che deve aver sentito tutto il vicinato, esausto mi sdraio sul divano, e lei accanto a me, mi bacia sulle labbra e dice è stato stupendo papino, e ci addormentiamo così.
Il resto dei giorni trascorre tra splendide scopate e la visione dei video di suo padre che possiede la mia bambina, che tanto mi fanno eccitare, altro che bambina, quella che vedo e davvero una puttana, lui la scopa in tutte le maniere, insultandola, ma la cosa che mi colpisce di più, è la sua sudditanza, sembra una schiavetta nella sue mani, e anche Genny manda a suo padre i video dove la scopo è la faccio mia.
Ma come tutte le belle cose arriva presto la fine, il giorno della partenza di Genny e il ritorno di Clara è arrivato, accompagno Genny in aeroporto e a stento nascondo la mia tristezza per la sua partenza, lei mi da un lungo bacio con la lingua e mi dice, ciao e stato stupendo papino, e sicuramente ci rivedremo presto, e stavolta è lei a prendere volo.
Come all’andata attendo l’aereo di Clara, e tra una birra al bar e un giornale, sento annunciare l’aereo di Clara, lei arriva sorridente mi abbraccia e mi saluta, ciao papà, e tra me e me penso, vuoi vedere che sa tutto, e forse ha anche lei ha visto i video di me e Genny, ma per il momento faccio finta di niente, durante il viaggio in auto mi racconta di come si è divertita, senza nessun accenno alle scopate col papà di Genny, mentre racconta traffica con il telefonino, ad un tratto si sente chiaramente la voce di Genny che dice, adesso papino devi rompermi il culo, come mio papà l’ha rotto alla tua bambina, divento rosso dalla vergogna e dall’imbarazzo, si papà ho visto i video, e so che tu hai visto i miei, non devi essere imbarazzato dice, mentre la sua mano si appoggia alla mia patta, mmmmm papino ma vedo che non sei solo imbarazzato, mentre tocca il mio cazzo duro, l’eccitazione e forte, e dopo solo due carezze si comincia a vedere il mio sperma che macchia i pantaloni, con estrema naturalezza, e da vera puttana, apre la patta, raccoglie un po’ di sperma con il dito, e lo mette in bocca, vedrai papino ci divertiremo tanto io e te, voglio essere la tua puttanella, come Genny lo è per suo padre.
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