La strada interrotta

La strada interrotta


Chi cerca di prendere il sole in tranquillità, di svagarsi al mare o cercare avventure sessuali di tutti i tipi sa… che tra Sabaudia e Latina, c’è un tratto di spiaggia poco frequentata, con arenile e acque abbastanza limpide .Questo tratto di spiaggia, più precisamente tra il porto Canale di Rio Martino (Latina) e la località detta la Bufalara (Sabaudia), per la presenza di un allevamento di bufale, in un ampio territorio prospiciente il mare, è tranquillo e poco frequentato.
La strada parallela alla duna che collegava Rio Martino e la Bufalara, è stata interdetta al traffico veicolare , perché poco sicura per effetto dell’erosione della costa e pertanto per questo motivo, chiamata – strada interrotta . La strada, lunga un paio di chilometri, sovrasta l’arenile e fiancheggia, lungo tutto il percorso un ‘area protetta, di macchia mediterranea, facente parte del Parco Nazionale del Circeo.
Le temperature calde di questi giorni, la brezza pomeridiana, avevano prodotto in me un doppio desiderio. Primo, un bel bagno rinfrescante e il secondo una voglia di trasgressione irrefrenabile, avevo voglia di sesso. Ero deciso,dopo aver trascorso la mattinata a bighellonare per negozi, il pomeriggio armato di costume, telo da mare, creme, olio abbronzante giornali e libro, inforcato gli occhiali da sole, in macchina mi avviai alla Bufalara.
Impiegai un po’ di tempo per trovare il parcheggio, la spiaggia lato Sabaudia era gremita di bagnanti, mentre lato Latina era più sgombra.
Per poter aver maggior privacy e ottenere lo scopo per cui ero venuto, sapevo che dovevo inoltrarmi lungo la strada interrotta e cercare di allontanarli il più possibile dalla folla di bagnanti, che si accalcavano all’inizio della spiaggia.
Faceva caldo, tolsi la polo, gettatto il telo da spiaggia sulla spalla e inforcato lo zaino mi incamminai lungo il sentiero della strada interrotta.
Il sentiero era sgombro, non c’era nessuno che lo percorreva, in spiaggia, superata l’area iniziale affollata, c’erano sdraiate o in acqua poche persone.
Continuando a camminare, incontrai le prime persone. Una donna di mezza età, ancora piacente accompagnata da un giovane ragazzo…un uomo panzuto…con un costumino che gli metteva in mostra il suo pisello gonfio…era un cacciatore-attivo in attesa della sua preda.
L’uomo panzuto mi guardò con aria da piacione…io …visto il soggetto…continuai noncurante … lungo il sentiero guardando verso il basso, cercando di trovare un luogo in spiaggia poco affollato ed eventualmente un percorso di discesa semplice ed agevole. Lo trovai e notai che il tratto di spiaggia era quasi totalmente libero, incomincia la discesa seguito dagli sguardi torbidi e libidinosi del panzuto…me ne fregai… e continuai la lieve discesa, arrivato sulla spiaggia, scelsi dove mettere il telo da spiaggia…una volta disteso, presi dallo zaino le creme, l’olio, il giornale e il libro e appoggia tutto sul telo.
Ero ancora in pantaloncini, mi tolsi i sandali e mi avviai verso il bagnasciuga, l’acqua era calda e limpida. Intanto il panzuto aveva desistito…la spiaggia non era il suo territorio di caccia…non aveva il fisico adatto.
Questi predatori preferiscono stare lungo il sentiero della strada interrotta, vicino alla macchia mediterranea, luogo dove, una volta catturata la preda (consenziente), consumano il loro rito. Esistono due tipi di cacciatori, il cacciatore-attivo e quello passivo, ambedue sono predatori.
Io intanto, libero anche visivamente dalla presenza di estranei non desiderati, mi misi a mio agio. Ero rimasto volutamente in pantaloncini, misi della crema abbronzante. Il sole era alto , lungo il bagnasciuga non c’era quasi nessuno a passeggiare, erano tutti sdraiati al sole immobili o si vedono in lontananza, all’ombra sotto gli ombrelloni. Tenuto conto, che per poter gustare le bellezze del luogo, non potendo arrivarci in macchina, non è consigliabile portare pesi, pertanto molti frequentatori di questa spiaggia non hanno l’ombrellone.
Sdraiato sul telo da mare, con le natiche verso l’alto sfogliavo distrattamente il giornale, non era la lettura che mi aveva portato alla Bufalara.
Mentre continuavo in questo esercizio svogliatamente, con la coda dell’occhio vedevo transitare sul sentiero diverse persone. Erano prevalentemente uomini , a torso nudo in pantaloncini o slip succinti…in molti si fermavano, guardavano verso il basso…puntavano quelli sdraiati sui teli o in acqua…e qualcuno…più audace…per richiamare l’attenzione della potenziale preda-consenziente…aveva le mani sui genitali. Lontano da me avevo notato, forse un quarantenne palestrato…che all’improvviso, dopo aver raccolto il telo e lo zaino con le proprie cose…si era incamminato a passo svelto verso la collinetta di sabbia che porta dalla spiaggia al sentiero. Guardando in alto, notai il motivo di questa rapida manovra da parte del quarantenne. Affacciato dalla stradina aggettante sulla spiaggia, a torso nudo e in slip c’era un uomo di mezza età che dopo essersi fatto notare e aver ottenuto che la preda, cadesse in maniera consapevole nella trappola, si era allontanato, nascondendosi alla mia vista, all’interno della macchia.
Di lì a poco, sapevo che il quarantenne palestrato l’avrebbe seguito,suppongo che era un rito già collaudato e che i due si conoscessero.
Non so chi dei due era il passivo o l’attivo, ma tra poco si sarebbero incontrati e mi immaginavo, eccitandomi quello che sarebbe successo.Testicoli gonfi, cazzi turgidi con cappelle lucide che si incontravano. Mani che strusciavano sui pettorali, sulle natiche…dita che stringevano capezzoli…mani che palpavano testicoli.. dita che si avvolgevano contro cazzi sempre più gonfi…bocche che succhiavano capezzoli…calde e accoglienti che mungevano sborra calda …cazzo che penetrava…prima dolcemente…poi violentemente dentro un culetto burroso …i due uomini avrebbero scopato selvaggiamente…senza ritegno…godendo…Io avevo abbandonato la lettura , assorto ormai in questi pensieri, sdraiato a pancia in giù, la testa appoggiata sulle mani, gli occhi chiusi, non mi ero ancora reso conto che non ero più solo. Aprendo gli occhi , cambiando posizione a pancia in su, girando la testa prima da una parte e poi dall’altra, a debita distanza sulla mia destra, seduto su un telo, in costume c’era un ragazzotto robusto e poco abbronzato che apparentemente, con lo sguardo rivolto verso il mare, stava osservando la linea dell’orizzonte.
Io sapevo che era solo apparenza, la maggioranza dei frequentatori di questa spiaggia, in particolar modo chi decide di inoltrarsi nella parte più centrale di essa, ossia quella meno frequentata va in cerca di qualche avventura. Per poter capire se il ragazzotto stava lì per sbaglio a prendere semplicemente il sole o a dare o prendere qualcos’altro…sapevo cosa fare…dovevo provocarlo…e scoprire le sue reazioni. Facendo finta di non averlo visto, mi alzai lentamente e rivolgendogli le spalle…iniziai …come il pavone a fare la ruota.
Avevo volutamente conservato il pantaloncino…adesso era arrivato il momento di toglierlo…sotto non ero nudo…avevo uno slip…più propriamente un perizoma…Con una manovra lenta e abbastanza femminile…sempre rivoltando le spalle al ragazzotto…sbottonai il pantaloncino e sempre lentamente lo feci cadere ai miei piedi, accompagnandolo con un a mano…sapevo che il ragazzotto mi stavo osservando…una volta caduto ai miei piedi…mi abbassai con la schiena…sporgendo il culetto…messo ancora più in risalto dal perizoma…raccolsi il pantaloncino…lo piegai come farebbe una donna… o lo deposi sul telo…vicino allo zaino…presi l’olio abbronzante…mi sdraiai a pancia in su…o noncurante della presenza del maschiotto…iniziai a lubrificarmi…prima i pettorali…lentamente…le braccia…lentamente…le gambe …lentamente… le chiappe del culetto…lentamente. Con la coda dell’occhio e con l’aiuto degli occhiali scuri avevo notato che tutta questa moina non aveva lasciato indifferente il ragazzotto …come pensavo… era ormai andato in paranoia ..era infoiato…non faceva che girarsi e rigirarsi sul telo…si alzava in piedi…faceva due passi…si sedeva…si rialzava…faceva due passi verso il bagnasciuga…poi …un tentativo verso di me…non aveva il coraggio. Ormai avevo capito che il ragazzotto non era un lupo…ma un semplice lupacchiotto…non avrebbe mai preso l’iniziativa…l’altra cosa ormai certa che non era qui per prendere il sole… ma per prenderlo o darlo…il suo rigonfiamento sul basso ventre …mi fece intuire che era ormai pronto…ad un abbondante eiaculazione…aveva bisogno di donare il suo liquido seminale.
Dovevo prendere l’iniziativa…prima che la situazione si modificasse a mio sfavore.
Notai che sia in acqua che a riva non c’era nessuno…questo era il momento. Mi alzai dal telo…e lentamente senza girarmi verso il ragazzotto…ma osservando la sua reazione…con il corpo lucido di olio…e ancheggiando lievemente…mi diressi verso il bagnasciuga …Durante il percorso per rendere più esplicita la manovra…feci finta di aggiustarmi il perizoma…lo abbassai ancora di più…mi massaggiai le chiappe e mi infilai la mano nel costume aggiustandomi la posizione dei testicoli e del pene. Il ragazzotto..ormai era in piedi…fermo impalato…con gli occhi sgranati…e il costume sempre più gonfio. Feci un corsetta…una capriola…e mi allontanai dalla riva…lungo il tragitto…mi sfilai il costumino…e lo tenni tra i denti. Continuai ad allontanarmi dalla riva…ormai l’acqua mi arrivava all’altezza delle spalle…mi girai ..e notai che anche il ragazzotto era in acqua ..anche se …ad una certa distanza. Dovevo continuare con la mia manfrina. Il giovanotto non aveva notato che ero senza costume…dovevo renderlo palese. Decisi ancora di prendere l’iniziativa…mi avvicinai verso di lui e feci una capriola in modo da portare in alto i glutei nudi e renderli visibili. Non so quanto tempo rimasi con la testa sottoacqua…ma con mia grande sorpresa…quando riemersi…apri gli occhi …mi trovai di fronte il viso del ragazzotto…che si era fatto coraggio e aveva sciolto tutte le sue riserve. Ormai era fatta…mi allontanai i capelli dagli occhi, tolsi il costume dai denti…e senza dargli un attimo di ripensamento…mi avvinai al suo corpo…allungai la mano libera…la infilai nel costume…e mi ritrovai in mano un gonfio e turgido cazzo. Lo strinsi con foga…il ragazzotto…vuoi per il piccolo dolore…vuoi perchè non se lo aspettava…emise un lieve gridolino. Presi coraggio…visto la sua blanda reazione…liberai anche l’atra mano dall’impegno di reggere il costume e mentre la prima stringeva il fallo pieno e duro l’altra si strinse leggermente attorno i testicoli gonfi, massaggiandoli delicatamente. Il ragazzotto era in estasi…non reagiva. Mi avvicinai ancora di più a lui e dopo avergli leccato il lobo dell’orecchio…gli sussurrai di togliersi il costume…saremo stati più a nostro agio. Disse di si… con una flebile voce… da persona timida e in imbarazzo…mentre si toglieva il costume…io mi immersi davanti a lui , tenendogli le mani ai fianchi… e con gli occhi aperti…individuai il suo cazzo…l’afferrai con una mano mentre l’altra rimaneva ancorata al suo fianco…mi avvicinai…me lo misi tutta in bocca a mo’ di boccaglio… e iniziai a lavorarlo con la lingua, quando è bello turgido iniziai a tirarti una seghetta accarezzandoti le palle, mentre gli stuzzicavo la
cappella con bacini e leccatine facendo ricamini di saliva, poi gli stampai un paio di bacini alla base del pene e gli leccai le palle mentre lo masturbavo sempre più forte, con la lingua risalii lentamente dalla radice alla punta e gli detti un bacino lungo sul glande, gli piaceva…lo sentivo godere. Con le mani mi teneva la testa sottoacqua, appiccicata al suo membro…. mentre i suoi fianchi si muovevano…avanti e indietro…mi stava scopando. Stavo finendo l’aria…dovevo smettere o continuare…decisi di continuare… dopo aver però sollevato la testa e velocemente incamerato un po’ d’ aria nuova. Mi immersi…velocemente…per non perdere il ritmo e la concentrazione del mio partner Aprii di nuovo la bocca piano piano ingoiando più che posso il suo cazzo ancora duro e turgido e incominciai a succhiarglielo dolcemente con tanto amore facendotelo diventare sempre più grosso, poi iniziai a fargli una pompa aspirando forte e facendo le fossette sulle guance, a quel punto mi prese di nuovo la testa fra le mani e inizio a scoparmi in bocca vigorosamente,
finché arrapato come una bestia mi sborrò dentro urlando di foia e riempiendomi di sborra caldissima e violenta, io ingoiai tutto senza problemi, non mi fece schifo. Le mani del ragazzotto non facevano più pressione sulla mia testa…iniziai a risalire lentamente…la mia faccia premeva sul suo ventre…teso…in preda agli ultimi scatti involontari dell’orgasmo…mentre risalivo, continuavo a leccargli il ventre…i pettorali…riemerso…mi aggrappai a lui…stringendo le gambe ai suoi fianchi…la mano sinistra appoggiata alla sua spalla …l’altra che continuava a strizzargli e accarezzargli i testicoli…la bocca incollata al suo capezzolo turgido. Dopo avergli ciucciato un pochino i capezzoli…intuii che era arrivato il momento di smettere…il ragazzotto…era svuotato…era appagato…lo baciai lievemente sul collo…tolsi le gambe dai sui fianchi…era il momento di andare. Mentre raccoglievo il costume incastrato sotto i miei piedi, con mia grande sorpresa…il ragazzotto… prese l’iniziativa…mi afferrò una mano…mi avvicinò a se…mi stampò un lungo e sensuale bacio sulla bocca… mi massaggiò i testicoli e il pene. Era il suo modo di farmi capire che aveva apprezzato il trattamento avuto…che gli ero piaciuto…che il suo cazzo… ormai sgonfio e moscio… ringraziava. Avevo capito…non c’era bisogno di parlare…indossai il costume e mi allontanai da lui. La giornata trascorsa era stata bella…calda…piacevole e piena. Penso che… il ragazzotto…timido…silenzioso…solitario…impacciato…caldo…focoso…lo incontrerò di nuovo…è il destino.by Mariuccia
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